Non solo età, questa difficoltà uditiva aumenta il rischio di demenza

non solo l'età: questa difficoltà uditiva aumenta il rischio di demenza.

Negli ultimi anni, la relazione tra perdita uditiva e demenza ha attirato l’attenzione degli esperti. La ricerca mostra che non è solo l’età a influenzare il rischio di declino cognitivo, ma anche le difficoltà uditive, spesso sottovalutate. Le evidenze scientifiche indicano che intervenire precocemente con apparecchi acustici può ridurre significativamente il rischio di sviluppare demenza, specialmente negli anziani. Un aspetto fondamentale è che la perdita uditiva non è solo un disagio sensoriale, ma può avere ripercussioni sulla salute mentale e sul benessere sociale. Un approccio proattivo potrebbe non solo migliorare la qualità della vita, ma anche proteggere le funzioni cognitive a lungo termine.

L’importanza di intervenire precocemente sull’udito

Un recente studio pubblicato su JAMA Neurology ha evidenziato che coloro che iniziano a utilizzare apparecchi acustici prima dei 70 anni hanno un rischio di demenza ridotto del 61% rispetto a chi non li utilizza. I ricercatori hanno seguito circa 3.000 persone over 60 per vent’anni. I risultati dimostrano chiaramente che l’uso precoce di dispositivi acustici è cruciale per mantenere la cognizione in età avanzata.

I dati sulla perdita uditiva e demenza

La perdita uditiva colpisce una larga parte della popolazione anziana. Si stima che il 66% di queste persone presenti una perdita uditiva clinicamente rilevante. Coloro che soffrono di ipoacusia lieve o moderata presentano un rischio di demenza fino a tre volte maggiore. Intervenire in modo tempestivo risulta essenziale per contrastare questi effetti negativi. Le persone con ipoacusia hanno spesso maggiori difficoltà nel partecipare alle interazioni sociali, aumentando il rischio di isolamento e depressione.

Vantaggi degli apparecchi acustici

L’uso di apparecchi acustici non solo migliora l’udito, ma è associato a una diminuzione del 19% del rischio di declino cognitivo. Inoltre, dopo sei mesi di utilizzo, i partecipanti hanno mostrato un miglioramento del 3% nei punteggi dei test di memoria e attenzione. Questo suggerisce che gli apparecchi acustici rappresentano una forma di prevenzione efficace, nonostante i limiti e le difficoltà legate al loro accesso.

Barriere all’uso degli apparecchi acustici

In Italia, il rimborso delle protesi acustiche è spesso limitato alle sole ipoacusie gravi, trascurando le forme lievi e moderate che sono altrettanto impattanti. La percezione negativa legata all’uso di questi dispositivi può impedire a molti di cercare aiuto. È fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza e ridurre lo stigma associato alla perdita uditiva, affinché più persone possano beneficiare delle tecnologie disponibili per migliorare la loro salute mentale e la qualità della vita.

Conclusioni su udito e prevenzione della demenza

Riconoscere il legame tra difficoltà uditiva e demenza è un passo cruciale nella prevenzione del declino cognitivo. Un intervento precoce favorevole all’uso di apparecchi acustici può far davvero la differenza per mantenere la qualità della vita degli anziani. Le politiche sanitarie dovrebbero considerare un ampliamento dei criteri di rimborso e promuovere campagne volte a sensibilizzare la popolazione sull’importanza dell’udito per la salute del cervello.

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